Archive | giugno, 2010

cheescake ai frutti di bosco

30 Giu

Premesso che non so cucinare, salvo qui le ricette che ho provato e che sono venute.. quindi se è riuscito a me riesce a tutti.

Ho trovato questa ricetta in cucinainsimpatia.net e la riporto:

Ingredienti:

  • 250 g biscotti secchi (oro saiwa o digestive)
  • 120 g burro sciolto
  • 250 g ricotta
  • 200 g panna fresca da montare (non montata)
  • 3 uova
  • 100 g zucchero
  • 1 bustina vanillina
  • marmellata ai frutti di bosco
  • frutti di bosco per guarnire.

Polverizzare i biscotti a vel. 10, toglierli dal boccale e unire il burro sciolto.

mettere il composto sul fondo di una tortiera (24 cm) e spalmare con il cucchiaio.

Mettere nel boccale ricotta, panna, uova, zucchero, vanillina: 20 sec. vel. 5 e versare sulla base di biscotti (il composto sarà piuttosto liquido).

Infornare a 180° per 40 min.

Raffreddare e poi ricoprire con la marmellata.

A piacere, guarnire con i frutti di bosco.

Il maestro e la staffetta

29 Giu

Quando andavo alle elementari ero piccoletta e cicciotta. Avevo le trecce spettinatissime, le lentiggini e diventavo rossa per qualsiasi cosa.

Avevo un maestro simpatico e rubizzo, che ci portava a vendemmiare e a vedere gli insetti e le patatine con il microscopio al museo di storia naturale di Venezia.

Era un maestro quasi all’avanguardia, ma erano pur sempre gli anni ’70, e i bambini non venivano trattati come bene raro da salvaguardare e proteggere.

Questo maestro, costretto ad insegnare anche “ginnastica”, ci faceva fare la staffetta.

Due capi sceglievano i compagni di squadra, naturalmente i più veloci, e poi si iniziava a gareggiare.

Durante la selezione io me ne stavo in un angolo, rossa e piena di vergogna, mentre i miei compagni uno ad uno, prima di me, venivano scelti. Alla fine uno dei due era costretto a prendere anche me, e la gara aveva inizio.

Quando il mio compagno mi batteva la mano dovevo partire. Ecco allora che mi affannavo e ce la mettevo tutta e sudavo e correvo più forte che potevo. Niente da fare. Ero la più lenta.

Ci-ccio-na, ci-ccio-na!

Questo racconto melodrammatico l’ho fatto ieri sera al mio bimbo più grande, triste perché escluso dai compagni che giocano meglio a calcio.

Ho cercato di raccontargli un lieto fine della storia, dicendo che adesso sono scattante e piena di energie e che da quell’esperienza ho imparato a non prendere mai in giro nessuno..

Ma è vero?

Non è che per caso nasce da là la mia avversione per gli sport di squadra o la fuga da qualsiasi competizione o il fatto che non ho mai fatto jogging?

Come sarei se il maestro non mi avesse costretto alla staffetta?

Mumble mumble..